
La Cina è accessibile in carrozzina? La nostra esperienza
La Cina è accessibile? È una domanda che ci siamo posti prima di partire e alla quale, dopo aver attraversato Chongqing, Xi’an e Pechino, possiamo rispondere soltanto con un “dipende”.
Se viaggiate in carrozzina o avete una mobilità ridotta, infatti, la Cina non è un Paese che si può definire semplicemente accessibile o non accessibile. Ci sono situazioni in cui l’accessibilità ci ha sorpreso positivamente, soprattutto nelle infrastrutture moderne, e altre in cui abbiamo incontrato ostacoli che, almeno secondo i nostri standard, rendono una visita decisamente complicata.
Il punto è che in Cina convivono due realtà molto diverse: da una parte ci sono metropolitane moderne, ascensori, grandi musei e strutture recenti progettate con criteri di accessibilità; dall’altra ci sono città storiche, templi, mura, pagode e attrazioni costruite centinaia o addirittura migliaia di anni fa, dove eliminare completamente le barriere è molto più difficile.
E c’è poi una questione che abbiamo imparato a nostre spese: quella che in Cina viene considerata una rampa accessibile non sempre corrisponde a ciò che una persona in carrozzina considera realmente percorribile.
A proposito di… il nostro viaggio in Cina

A proposito di accessibilità, durante il nostro viaggio in Cina abbiamo avuto la possibilità di verificarla direttamente sul campo.
Siamo partiti in famiglia e abbiamo seguito un itinerario che ci ha portato da Chongqing a Xi’an, fino a Pechino. Tre città molto diverse tra loro, che ci hanno permesso di vedere altrettanti volti della Cina.
Chongqing, per esempio, è una città spettacolare ma anche particolarmente impegnativa per chi utilizza una carrozzina: è costruita su un territorio collinare e presenta dislivelli, scale e passaggi verticali che fanno parte della sua stessa conformazione.
A Xi’an abbiamo trovato una situazione più semplice sotto alcuni aspetti. La metropolitana è moderna e alcune delle principali attrazioni, come l’area dell’Esercito di Terracotta, sono state organizzate con rampe, ascensori e percorsi più facilmente utilizzabili. Ma basta spostarsi verso la parte più antica della città per incontrare nuovamente scale, pavimentazioni irregolari e accessi difficili.
A Pechino, infine, abbiamo avuto ancora una volta la conferma di quanto sia importante valutare la singola attrazione e non la città nel suo complesso.
La nostra esperienza ci ha insegnato quindi che, quando si organizza un viaggio accessibile in Cina, non basta chiedere se un luogo è “accessibile”. Bisogna chiedere come è accessibile.
La metropolitana in Cina: alcune sì, altre no

Una degli aspetti principali da considerare nel nostro viaggio è stato la metropolitana.
Infatti dovendosi spostare in città così grandi e affollate la metropolitana rappresenta un metodo comodo e veloce (infatti c’è da considerare un elevato traffico).
A questo punto, a prescindere dalla città cinese in cui vi troviate, la prima distinzione da fare sono le stazioni stesse, infatti non tutte sono uguali.
Le stazioni più recenti sono moderne e dispongono di numerosi ascensori e dispositivi dedicati alle persone con mobilità ridotta.
Mentre le stazioni più datate possono presentare numerose scale e non essere del tutto accessibili (perchè ricordiamo che una persona in carrozzina se trova anche solo due scalini ha difficoltà nel superarli).
Dobbiamo anche dire che nelle grandi città sono stati progressivamente introdotti e potenziati gli impianti di accessibilità, compresi ascensori per carrozzine e sistemi di assistenza nelle stazioni, anche in diveerse stazioni meno recenti.
Quindi è possibile trovare dei montascale per superare scalinate di collegamento tra interno ed esterno o
Il problema in questo caso è la richiesta di assistenza: benchè il personale di servizio e gli addetti alla sicurezza siano molto disponibili e gentili, bisogna mettere in conto una certa tempistica di attesa.
Il vero problema? Le rampe

Ed eccoci probabilmente al punto più importante di questo articolo.
In Cina abbiamo incontrato diverse rampe apparentemente accessibili, ma estremamente ripide.
Sulla carta, una rampa risolve il problema delle scale. Nella pratica, però, una rampa troppo inclinata può essere quasi altrettanto difficile da affrontare.
Per chi cammina, magari con l’aiuto di qualcuno, può rappresentare semplicemente una salita impegnativa. Per chi utilizza una carrozzina, invece, la questione cambia completamente.
Una pendenza eccessiva può rendere difficile salire autonomamente, può richiedere una persona che spinga la carrozzina oppure, in discesa, può creare problemi di controllo e sicurezza.
È una differenza fondamentale che vale la pena sottolineare: avere una rampa non significa automaticamente essere accessibili.
Durante il nostro viaggio ci siamo trovati proprio davanti a questa contraddizione. Da una parte vedevamo l’impegno concreto per eliminare le scale; dall’altra ci rendevamo conto che il risultato non sempre era realmente utilizzabile da chi si muove in carrozzina.
Ne è stato un chiaro esempio il Tempio del Cielo di Pechino dove il percorso accessibile a sedia a rotelle indicato era una rampa molto inclinata e impossibile da percorrere anche con una persona di supporto a spingere.
Le attrazioni turistiche: molte sono accessibili, ma con qualche sorpresa
Ecco quindi che arriviamo a parlare delle attrazioni turistiche, dove la situazione è altrettanto variegata.
Molti grandi musei, complessi turistici e strutture moderne dispongono di ascensori, rampe, servizi accessibili e percorsi dedicati.
L’Esercito di Terracotta a Xi’an, per esempio, è una delle esperienze che ci ha permesso di verificare quanto possa funzionare bene un sito turistico moderno anche all’interno di un viaggio che comprende patrimonio storico. Le sale espositive sono state organizzate con percorsi più facilmente accessibili e sono presenti soluzioni per ridurre anche le distanze da percorrere.
Il discorso cambia quando l’attrazione coincide con un edificio storico.
Mura cittadine, torri, pagode e templi possono presentare scale, soglie, pavimentazioni sconnesse e dislivelli che non sono sempre facilmente eliminabili.
A Xi’an, per esempio, la situazione delle antiche mura è emblematica: alcune porte presentano scale, mentre in corrispondenza della porta di Hanguang è disponibile un ascensore, la cui operatività va comunque verificata.
Questo significa che anche all’interno della stessa attrazione potete trovare una parte accessibile e un’altra completamente impossibile da raggiungere in carrozzina.
È un aspetto che abbiamo imparato a considerare durante il viaggio: non chiedete soltanto “è accessibile?”, ma cercate di capire esattamente fino a dove potete arrivare con la carrozzina.
Monumenti storici e accessibilità: un grande impegno, ma non sempre basta


Uno degli aspetti che più ci ha colpito durante il nostro viaggio in Cina è stato proprio l’impegno nel cercare di rendere accessibili anche luoghi che, per loro natura e per la loro storia, sembrerebbero difficilissimi da adattare.
Pensate alla Grande Muraglia Cinese, un monumento che ha oltre duemila anni di storia e che si sviluppa per chilometri lungo montagne e crinali. Immaginare di poterla percorrere in carrozzina potrebbe sembrare quasi impossibile. Eppure, in alcune sezioni come Badaling e Mutianyu, sono stati realizzati percorsi e soluzioni che permettono anche alle persone con mobilità ridotta di avvicinarsi e vivere almeno una parte dell’esperienza.
Lo stesso discorso vale per molti dei monumenti e dei siti storici che abbiamo visitato. Templi, palazzi, mura e complessi monumentali possono avere rampe, ascensori o percorsi alternativi che consentono di superare alcune delle barriere originarie.
Ed è qui che abbiamo incontrato quello che, secondo noi, è il principale limite del concetto di accessibilità che abbiamo sperimentato in Cina: una soluzione viene spesso considerata accessibile anche quando, per una persona in carrozzina, non lo è completamente.
Il caso più evidente sono le rampe. Come precedentemente spiegato, ne abbiamo trovate diverse molto ripide, che sulla carta permettono di evitare una scalinata ma che, nella pratica, possono essere difficili o impossibili da affrontare autonomamente con una carrozzina. È una differenza importante: eliminare le scale non significa necessariamente aver creato un percorso realmente accessibile.
Parzialmente accessibile: raggiungere un monumento non significa necessariamente poterlo visitare
C’è poi un’altra distinzione che durante il viaggio abbiamo imparato a fare e che riteniamo fondamentale quando si parla di turismo accessibile: raggiungere un monumento non significa necessariamente poterlo visitare.
Un ascensore può portarvi all’ingresso di un’attrazione, una rampa può permettervi di superare un dislivello, un mezzo elettrico può accompagnarvi fino a un determinato punto. Ma se poi il percorso prosegue tra scale, rampe troppo ripide o zone non raggiungibili in carrozzina, l’esperienza rimane solo parzialmente accessibile.
Questo, però, non cancella il valore dello sforzo che abbiamo visto. Anzi, è proprio uno degli aspetti che ci ha colpito maggiormente della Cina: la volontà di trovare soluzioni anche dove rendere completamente accessibile un luogo è oggettivamente molto complesso.
Per chi viaggia in carrozzina è quindi importante non partire dal presupposto che un sito storico sia necessariamente inaccessibile solo perché antico. Al contrario, vale la pena informarsi prima della visita: potreste trovare un percorso dedicato, un ascensore o una soluzione che vi permetta di vivere almeno una parte di quell’esperienza.
E, nel nostro caso, poter arrivare davanti alla Grande Muraglia e sapere che qualcuno aveva pensato anche a chi si muove in carrozzina è stato sicuramente uno dei ricordi più belli del viaggio.
Quindi, la Cina è accessibile?
La risposta, dopo averla vissuta, è: la Cina è parzialmente accessibile, ma può essere visitata anche in carrozzina con una buona pianificazione.
La parola chiave, quindi, è programmazione.
Prima di partire è utile verificare ogni singola attrazione, chiedendo non genericamente se sia accessibile, ma se sia possibile raggiungerla con la propria carrozzina, senza scale e senza dover affrontare rampe eccessivamente ripide.
E soprattutto bisogna mettere in conto che l’accessibilità può cambiare da un giorno all’altro: un ascensore può essere fuori servizio, un ingresso può essere chiuso e un percorso può essere modificato.
Viaggiare in Cina in carrozzina: lo rifaremmo?
Sì.
Nonostante le difficoltà, non abbiamo mai pensato che le barriere incontrate rendessero il viaggio impossibile.
Anzi, proprio la nostra esperienza ci ha fatto capire che la Cina non deve essere esclusa a priori da chi viaggia in carrozzina.
Ovviamente non è un viaggio nel quale potete sempre improvvisare l’itinerario del giorno, arrivare davanti a un’attrazione e dare per scontato che l’accesso sia garantito. Serve qualche verifica in più, bisogna lasciare margine nei tempi e, soprattutto, occorre essere pronti a cambiare percorso.









