
Esercizi di fisioterapia e defaticamento muscolare in viaggio
Viaggiare è meraviglioso, ma per chi convive con condizioni che coinvolgono la mobilità (come per esempio la sclerosi multipla), può rappresentare una sfida.
Spostamenti lunghi, camminate, cambi di temperatura e ritmi diversi dalla routine quotidiana mettono alla prova il corpo.
Ecco perché è importante integrare la fisioterapia e il defaticamento muscolare anche in viaggio: bastano pochi minuti al giorno per favorire il benessere e godersi ogni esperienza con più energia e meno fatica.
Perché è utile fare esercizi di fisioterapia in viaggio


Quando si viaggia — che sia per piacere o necessità — il corpo è sottoposto a sollecitazioni diverse rispetto alla routine quotidiana: cambi di letto, lunghe camminate, spostamenti in auto, treno o aereo, e ritmi spesso serrati.
Per chi convive con una patologia cronica, o con problematiche di tipo ortopedico e neurologico, tutto questo può tradursi in affaticamento, rigidità muscolare, dolori articolari o perdita di equilibrio.
Gli esercizi di fisioterapia in viaggio aiutano a mantenere attivi i muscoli, favorire la circolazione, prevenire contratture e sostenere la postura. Ma non solo: sono anche un valido strumento per migliorare la percezione corporea (propriocezione), che può diminuire nei periodi di inattività o in ambienti nuovi.
Tra i benefici principali ci sono:
- Riduzione della spasticità e della rigidità muscolare, comuni nella SM e in altre condizioni neurologiche;
- Miglior controllo motorio, soprattutto se si cammina molto o si affrontano dislivelli o pavimentazioni irregolari;
- Prevenzione dell’edema o del gonfiore a gambe e piedi, tipico dopo lunghi viaggi in auto o aereo;
A tal proposito, potrebbe interessare: Viaggiare con la Sclerosi Multipla: accessibilità, consigli pratici e fisioterapia - Maggiore equilibrio e coordinazione, fondamentali per muoversi in sicurezza anche in luoghi non perfettamente accessibili;
- Supporto al tono dell’umore: il movimento stimola endorfine e serotonina, migliorando il benessere psico-fisico generale.
Inoltre, mantenere una routine di esercizi anche lontano da casa è utile per non perdere i progressi raggiunti con la fisioterapia regolare e per affrontare il viaggio in modo più autonomo e sereno.
In breve: non si tratta di “allenarsi”, ma di mantenere viva la connessione con il proprio corpo, rispettandolo e sostenendolo in ogni tappa del percorso.
Esercizi semplici di fisioterapia e defaticamento da fare ovunque
Che ci si trovi in hotel, in campeggio, su un treno o in aeroporto, è possibile dedicare pochi minuti a questi esercizi di defaticamento muscolare.
Non servono palestre né attrezzature particolari: bastano 5-10 minuti ed un angolo tranquillo.
Fate sempre riferimento al vostro fisioterapista di fiducia per individuare gli esercizi più adatti per voi e
decidere insieme quando e come eseguirli in viaggio per rispettare le esigenze del vostro corpo.
Consultate il sito della Federazione degli Ordini della Professione Sanitaria di Fisioterapista e il sito dell’Ordine territoriale dove vi trovate per seguire le news. Verificate che il vostro sia un Fisioterapista autorizzato ad esercitare alla pagina https://albo.alboweb-fnofi.net/registry/search .
I suggerimenti dell’esperto

E allor scendiamo nel dettaglio e vediamo alcuni suggerimenti forniti proprio degli esperti dell’ Ordine dei Fisioterapisti di Piemonte e Valle d’Aosta.
Il primo – fondamentale – suggerimento è quello di ascoltare il proprio corpo:
● quando ci si sente irrigiditi, concedersi un cambio di posizione, uno stop con un po’ di
stretching, un giro intorno all’auto per muovere le gambe.
● se si è stanchi, concedersi di chiudere gli occhi, respirare con calma, rilassare il corpo sul
sedile, abbandonare le tensioni.
● se ci si sente agitati o stressati (per esempio si è in coda), provare a distrarsi con un po’ di
musica, rallentare il respiro, rallentare i pensieri.
Come respirare? Il respiro ideale è quello che rispetta il proprio ritmo, ma coinvolge tutta la gabbia
toracica ed anche il diaframma, con l’aria che entra dal naso ed esce dalla bocca in un soffio a
labbra rilassate, come un sospiro di sollievo.
Stretching, questo sconosciuto: siamo abituati a pensare allo stretching come a quei movimenti
estremi che vediamo fare agli atleti prima di una gara, ma senza il loro allenamento, non possiamo
pensare di farlo così! uno stiracchiamento fatto bene, in cui sentiamo allungarsi tutti i muscoli del
corpo (pensiamo ai neonati nella culla) è ottimo.
Se vogliamo scendere un po’ più nel dettaglio, possiamo pensare per distretti corporei, ed allora:
- arti superiori: portare le braccia sopra la testa e spingerle verso l’alto; oppure allungare le braccia di fronte o lateralmente, aprendole bene; portare le braccia indietro, con i palmi delle mani rivolti verso l’avanti, aiuta ad allungare i pettorali ed aprire la gabbia toracica.
- arti inferiori: da seduti, allunghiamo le ginocchia, tirando le punte dei piedi verso l’alto (si dovrebbe percepire lo stiramento del polpaccio e nell’incavo del ginocchio), magari flettendo un pochino il tronco in avanti. Si ottiene uno stiramento soddisfacente, non troppo faticoso e soprattutto in sicurezza, essendo seduti.
- tronco: per tronco intendiamo il corpo, dalle spalle ai glutei. Lo stretching si ripercuote sulla colonna, che verrà flessa in avanti e poi estesa verso il dietro, con movimenti lenti, tranquilli, non necessariamente ampi come una ballerina classica!
Si possono anche ruotare le spalle nelle due direzioni e cosi il collo.
ATTENZIONE: le rotazioni e le flessioni ed estensioni del collo possono provocare capogiro. Eseguirle con delicatezza, senza arrivare al massimo del movimento possibile. E’ una coccola, non un allenamento olimpico!
Quando farli? Ecco la routine ideale
- Al mattino: per risvegliare dolcemente il corpo, con movimenti dolci, lenti,
- rispettando le articolazioni, accompagnati da respirazioni tranquille, ma profonde.
- Dopo una camminata o una visita: per rilassare i muscoli, si può eseguire un po’ di
- stretching di tutti i muscoli, con particolare attenzione per tronco e arti inferiori.
- La sera: come momento di scarico e rilassamento prima del riposo, insistendo un
- po’ di più sugli arti superiori, che hanno lavorato tutto il giorno, e col respiro, per
- conciliare il rilassamento del sonno.
Bastano 10-15 minuti al giorno per mantenere attiva la muscolatura, prevenire irrigidimenti e affrontare il viaggio con maggiore consapevolezza e comfort.
Se avete dubbi, il modo migliore per risolverli è chiedere direttamente al vostro fisioterapista di fiducia.
Viaggiare ascoltando il proprio corpo
Quando si ha una condizione fisica particolare è fondamentale imparare ad ascoltare il proprio corpo.
Uno degli aspetti più delicati quando si vive con la sclerosi multipla è imparare a riconoscere quei segnali che il corpo invia. Viaggiare può amplificare alcune sensazioni:
- il calore che aumenta la fatica,
- la tensione muscolare che cresce con il movimento,
- la stanchezza mentale che si trasforma in pesantezza fisica.
Concedersi delle pause e alternare attività e riposo diventa essenziale.
Non si tratta di “frenarsi”, ma di adattare il ritmo: è un modo per rendere il viaggio più sostenibile e piacevole.
Viaggiare bene è possibile, anche con la SM
Integrare la fisioterapia anche in vacanza è un modo per mantenere la qualità della vita e sentirsi protagonisti attivi del proprio viaggio. Come abbiamo detto, non servono allenamenti eclatanti, ma piccoli momenti di cura quotidiana che possono fare una grande differenza.
Se anche tu convivi con la SM o un’altra patologia e ami viaggiare, non rinunciare alle tue passioni: organizza, ascoltati, concediti il tempo per ricaricarti.
Il mondo è là fuori che ti aspetta… un passo (e un esercizio) alla volta.










