
Visitare l’Eremo di Santa Caterina del Sasso: guida pratica e impressioni di viaggio
Affacciato su una parete di roccia a picco sul Lago Maggiore, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso è uno di quei luoghi che colpiscono ancora prima di arrivarci.
Quest’isolata struttura, incastonata nella montagna e sospesa sull’acqua, sembra uno di quei luoghi senza tempo, che ispirano pace e tranquillità alla sola vista. È una tipologia di luogo che fa rallentare il passo: ti invita a guardarti intorno e a goderti il silenzio del lago.
Un po’ di storia: come nasce l’Eremo di Santa Caterina


Secondo la tradizione, l’eremo nacque grazie ad Alberto Besozzi, un mercante scampato a una tempesta sul Lago Maggiore. Per ringraziare della salvezza si ritirò su questo tratto di costa e costruì una cappella dedicata a Santa Caterina d’Egitto, oggi visibile nella parte più interna della chiesa.
A questa prima cappella del XII secolo si aggiunsero, nel tempo, altre due chiese: San Nicola e Santa Maria Nova, documentate dal XIV secolo.
Nel corso dei secoli l’eremo fu abitato da diversi ordini religiosi: prima i Domenicani, poi i frati di Sant’Ambrogio ad Nemus dal 1314 al 1645, e infine i Carmelitani fino al 1770.
Tra gli episodi più ricordati c’è il “miracolo dei massi”: all’inizio del Settecento cinque enormi rocce precipitarono sulla chiesa, ma rimasero incastrate nella volta senza distruggerla. Rimasero sospese per quasi due secoli, fino al 1910.
Una curiosità: il nome completo dell’eremo sarebbe Santa Caterina del Sasso Ballaro, un riferimento che molti collegano ai massi “traballanti” del famoso miracolo. È però più probabile che derivi dal vicino abitato di Ballarate.
Come raggiungere l’Eremo
L’Eremo di Santa Caterina del Sasso si trova nel comune di Leggiuno, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore (a tal proposito vi segnalo che nel mese di dicembre a Leggiuno c’è l’evento “Lucine di Leggiuno“).
Per chi arriva in auto, deve impostare “Eremo di Santa Caterina del Sasso – Leggiuno” sul navigatore: il parcheggio principale si trova a pochi minuti dall’ingresso.
Da lì si può scegliere se scendere a piedi lungo la scalinata (sono circa 250 scalini lungo il pendio che offrono scorci molto panoramici) oppure usare l’ascensore nella roccia (creato appositamente per rendere questo luogo accessibile a tutti) .
Chi preferisce i mezzi pubblici può arrivare in treno fino a Laveno-Mombello e poi proseguire con un autobus locale in direzione Leggiuno.
In alternativa, durante la bella stagione ci sono battelli di linea che fermano direttamente al pontile dell’eremo. È una delle opzioni più scenografiche: si arriva dal lago e vedi il complesso spuntare dalla roccia man mano che ci si avvicina.
La nostra visita all’Eremo di Santa Caterina


Siamo arrivati in mattinata, quando la luce del sole illumina l’eremo da ovest e i colori dell’acqua sono più vividi. Dal parcheggio si può raggiungere l’ingresso con una brevissima passeggiata, ma ciò che colpisce davvero è la vista dall’alto: l’eremo sembra quasi sospeso.
Non è un caso se risulta essere uno dei luoghi più fotografati del Lago Maggiore.
Abbiamo scelto di scendere con l’ascensore che conduce ad una galleria, scavata appositamente quando è stato costruito questo accesso.
Si percorrono quindi pochi passi e si raggiunge il piccolo cortile dell’eremo che si apre direttamente sul lago.
Un’altra breve scalinata in pietra divide il giardino dall’Eremo stesso (ma è facilmente superabile con un montascale per chi è in sedia a rotelle).
Ed è così che ci si ritrova a passeggiare sotto un portico, , un corridoio aperto che corre lungo la roccia. Questo tratto è uno dei più fotografati perché mostra bene il rapporto tra l’eremo e la parete verticale su cui è costruito.
La nostra visita prosegue: si attraversano prima gli ambienti conventuali. Il Convento meridionale conserva affreschi nella sala del camino, mentre il Conventino mostra una lunga decorazione seicentesca ispirata alla Danza Macabra. Da qui si arriva alla chiesa vera e propria, che ingloba la cappella di Santa Caterina, il nucleo più antico del complesso.
Sotto il portico laterale compaiono figure di sante e santi del Cinquecento. All’interno dell’edificio spiccano il grande Cristo benedicente con gli evangelisti e alcuni frammenti trecenteschi riemersi dai restauri, come una Crocifissione molto intensa. Il presbiterio barocco aggiunge colori più vivi, con scene dedicate a Santa Caterina.
All’esterno notiamo la torre campanaria del Trecento, alta 15 metri, costruita con pietre diverse e originariamente legata alla chiesa di San Nicolao. Ha feritoie su ogni lato, due delle quali oggi appaiono come piccole bifore.
L’insieme è un percorso breve ma ricco, fatto di sale antiche, affreschi sorprendenti e continue aperture sul Lago Maggiore, che accompagna la visita dall’inizio alla fine.
La visita è autonoma, senza un percorso obbligato, ma il luogo invita a muoversi lentamente, fermarsi spesso e osservare i dettagli. È questo ritmo che rende l’esperienza davvero piacevole. <
Biglietti, orari e costi
L’ingresso all’eremo è a pagamento.
L’Eremo di Santa Caterina del Sasso è aperto tutti i giorni dell’anno, ma gli orari variano a seconda della stagione.
- In alta stagione (dal 16 marzo al 14 ottobre e dal 16 dicembre al 6 gennaio) puoi visitarlo dalle 9:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00).
- In bassa stagione (dal 15 ottobre al 15 dicembre e dal 7 gennaio al 15 marzo) l’eremo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 13:30 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17:30) e sabato, domenica e festivi dalle 9:30 alle 19:30 (ultimo ingresso 19:00).
Biglietti:
- Il biglietto ordinario costa 5 € (nel 2025).
- Il ridotto è circa 3 € per over 65, residenti nella provincia di Varese e gruppi.
- Esiste un biglietto convenzionato (circa 4 €) per i soci FAI.
- Ingresso gratuito per chi ha meno di 18 anni, guide e alcune categorie specifiche.
Se desiderate utilizzare l’ascensore scavato nella roccia (comodo soprattutto se non volete scendere i gradini), il costo è di 1 € a persona; è gratuito per persone con disabilità motoria e il loro accompagnatore.
Consiglio di controllare sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale prima della visita, perché possono cambiare in base alla stagione, a eventi speciali, oppure durante le messe.
Accessibilità: ascensore e montascale

Una delle informazioni più utili riguarda l’accessibilità: non è obbligatorio affrontare la scalinata.
Dalla biglietteria, infatti, chiunque può utilizzare un ascensore scavato nella roccia che collega direttamente al livello dell’eremo.
Per chi ha difficoltà motorie è disponibile anche un montascale interno.
Questi servizi rendono la visita possibile a tutti, compresi bambini piccoli, persone anziane e chi non può affrontare un dislivello importante.










