
Vacanze estate 2020: il coronavirus ci lascerà andare in vacanza?
Pasqua è ormai trascorsa e tutti guardiamo alla prossima stagione con un quesito fisso in mente: potremo concederci le vacanze durante l’estate 2020?
Andare in spiaggia o in montagna? E soprattutto in sicurezza?
Si stanno aprendo moltissimi scenari negli ultimi giorni sulla riapertura dopo il lockdown e si stanno facendo ipotesi anche per una ripresa del settore turistico fortemente colpito dal’emergenza Coronavirus.
Estate 2020: andremo in vacanza?
Lorenza Bonaccorsi – Sottosegretario al Ministero per i Beni Culturali e per il Turismo – ha dichiarato a RaiNews24 che “andremo al mare questa estate, stiamo lavorando perché possa essere così”.
Questa dichiarazione così forte ed importante ci fa ben sperare da un lato, ma porta anche ad una serie di domande dall’altra.
Una fra tutte: se davvero potremo tornare sulle spiagge da Luglio (non prima, è stato dichiarato), a cosa andremo incontro? Quali restrizioni?
Vacanza in Italia, non all’estero

Una grande certezza è il fatto che quest’estate 2020 ci porterà in vacanza in Italia.
Questo scaturisce da due grandi motivazioni:
- abbiamo bisogno di una ripresa del settore a casa nostra!
- gli altri Paesi, molto probabilmente a meno di casi particolari, vieteranno agli italiani di viaggiare sul loro territorio o imporranno periodi di quarantena che andrebbero ad inficiare la vacanza.
Vacanze estate 2020 al mare: sicurezza sulle spiagge

Prima di tutto nessuna struttura in plexiglas sulle spiagge, ma ci saranno regole sul distanziamento degli ombrelloni: si parla di almeno 2,5 – 3 metri l’uno dall’altro.
Inoltre verranno disposte frequenti sanificazioni ed altre indiscrezioni parlano anche di mascherine da indossare non appena si lascia il proprio lettino e turni per andare in spiaggia e a fare il bagno in mare.
L’idea però della mascherina sul bagnasciuga sarebbe da escludere secondo Roberto Cauda – infettivologo del policlinico Gemelli di Roma – che afferma: «Un conto è se stai in un luogo chiuso. Ma all’aperto, in una situazione come quella della spiaggia, la possibilità teorica che il virus possa rimanere nell’ambiente è molto più ridotta. Certo, dovremo mantenere le distanze».
E il bagno in mare? Potremo permettercelo?

Secondo Patrizia Bagnarelli – virologa dell’ospedale Torrette di Ancona – si potrà fare perchè «il virus non sopravvive in acqua».
Diciamo comunque che a mio parere vedo difficile la gestione della permanenza in spiaggia con dei bambini: mi riferisco al rispettare le norme di distanza e turni per il bagno. Per esperienza diretta con le mie bimbe che corrono ogni due minuti verso il mare per riempire il loro secchiello e tornare a scavare la propria buca…
Considerazioni personali a parte, il problema più grande se questo scenario si verificasse, si troverebbe sulle spiagge libere dove sarebbe il Comune a doversi far carico dell’aumento il personale per garantire la supervisione, la sicurezza ed il rispetto delle distanze, dei turni e delle regole.
Secondo Paolo D’Ancona, epidemiologo e ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità:
«Paradossalmente è molto più semplice gestire la riapertura di una fabbrica, dove il titolare ha a cuore per prima cosa la salute dei propri dipendenti e l’organizzazione migliore delle misure di prevenzione, inclusa la formazione dei suoi dipendenti».
Vacanze estate 2020 in montagna

Apparentemente sembra più facile la gestione della vacanza in montagna poichè, in genere, le passeggiate in natura non portano a situazioni di assembramento, oltretutto essendo all’aria aperta, come già detto, la possibilità che il virus si trasmetta è ridotta.
Resta però in sospeso la questione del luogo di villeggiatura che andiamo subito ad analizzare.
Negli hotel e nei villaggi cosa cambierà?

Ricordiamoci che il problema non è solamente quello delle goccioline che disperdiamo da naso e bocca, ma anche il possibile contatto con superfici infette.
Sanificazione, mascherine e distanza sono è ancora una volta le parole chiave.
Dimentichiamoci colazioni e cene a buffet che porterebbero ad una vicinanza non consentita.
L’OMS infatti, nella fase 2 di riapertura, prevede (anche per bar e ristoranti) che nei locali non possano esserci più di 4 persone ogni 10 metri quadri, mentre nei ristoranti deve essere garantita la distanza di almeno 1 metro tra il dorso di due sedie vicine.
A questo punto si resta quindi in attesa di un protocollo nazionale che verrà emanato dal ministero del Turismo in base a tutte le regole che si dovranno rispettare nelle strutture ricettive.
Per il momento, ciò che sappiamo per certo è che molte strutture hanno cambiato le loro politiche di annullamento viaggio e offrono la possibilità di prenotare e cancellare gratuitamente fino a ridosso della data di partenza (per conoscere con precisione le politiche di annullamento viaggio di ciascuna struttura è bene confrontarsi con il fornitore stesso o attraverso il loro sito).
Prenotare: sì o no?
La risposta è sì!
E non perchè lo dico io, ma Federalberghi, proprio in virtù di ciò che abbiamo appena menzionato: ovvero le nuove politiche di annullamento viaggio fino a ridosso della data di partenza che garantiscono una certa sicurezza e possibilità di ripensamento.
Attenzione: specifico che stiamo parlando sempre e solo di viaggi in Italia.
L’ipotesi della certificazione tipo “patentino”
Un’ipotesi che si sta facendo largo è quella della richiesta di una certificazione che attesti la non positività al coronavirus per accedere alle strutture turistiche e ai locali pubblici.
Questo infatti è ciò che dichiara Marco Maurelli, presidente nazionale di Federbalneari Italia:
«Noi gestori di stabilimenti balneari non la escludiamo, insieme alla misurazione della febbre all’ingresso, ma bisognerà tenere conto anche di eventuali asintomatici e dunque delle necessarie misure di distanziamento»











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