
Viaggiare senza le mie bambine, come mi sento
Mi capita raramente, eppure accade qualche volta, che io debba partire senza le mie bambine.
Si tratta di viaggi di lavoro ai quali non posso sottrarmi e a cui loro non possono essere presenti
E così, con un gran nodo alla gola, preparo una sola valigia e mi ripeto, come un mantra, “se la spasseranno anche senza di me”
Che poi forse è quello che fa più male…
Viaggiare per lavoro senza le mie bambine
Come dicevo, non accade molto spesso perchè, per fortuna, riusciamo ad essere insieme la maggior parte delle volte in cui viaggiamo.
Eppure ci sono poche volte durante l’anno in cui parto sola.
Che sia per una fiera a cui devo partecipare per un paio di giorni o un blog tour per una sola persona, sta di fatto che devo partire e lasciarle a casa sole.
L’ultima volta è accaduto a Luglio, quando sono dovuta partire per la Polonia senza di loro.
Una sola valigia
I preparativi in questo caso sono velocissimi: una sola valigia, che si riduce in un bagaglio a mano per me, e tutto é pronto.
Niente a che vedere con le mille mila cose a cui pensare e cercare di incastrare nei bagagli per portare con sé tutto il necessario e l’occorrente.
Che poi nel necessario di un bambino, sapete che ci va un armadio intero più una stanza di giochi inclusi quelli per la spiaggia.
E comunque vedere una sola valigia pronta sistemata nel corridoio davanti alla porta d’ingresso, mi fa un certo effetto, profuma di malinconia, di tristezza.
Salutarsi, la sera prima di partire
La sera prima di partire è per tutti il momento più difficile.
L’ultima volta, Aurora, essendo più grande, ha pianto, dichiarandomi “Non sono pronta al fatto che tu vada via e mi lasci sola”
Ho ricacciato in gola le mie lacrime e l’ho rassicurata che sarebbero stati un paio di giorni soltanto e lei non si sarebbe nemmeno accorta della mia mancanza talmente sarebbe volato il tempo.
Ho provato, invece, a convincerla – ma non credo di esserci riuscita – che sarebbe stata una vera avventura stare con la nonna e il papà.
Vanessa, invece, essendo più piccina, non mi ha detto nulla ma mi ha guardata in modo diverso, quasi a dirmi “perchè ci fai questo?”
Ha voluto molte coccole prima di addormentarsi , cosa insolita per lei.
Insomma salutarsi non è per nulla facile!
Come mi sentivo io, da mamma
Per quanto mi riguarda, non ero di certo preoccupata di come sarebbero state le bimbe a casa con mia mamma e mio marito, anzi. Sapevo che tutto era sotto controllo e non sarebbe mancato loro niente, semmai il contrario: stare dalla nonna è sinonimo di vizi di ogni tipo, perciò nessuna paura in questo senso.
La mia era ovviamente malinconia per il fatto di non vederle per qualche giorno.
Capiamoci: so che non stavo andando al fronte – e durante il viaggio mi sono proprio divertita – ma mi sono sentita in colpa a lasciarle sole.
E la loro tristezza non ha fatto altro che aumentare il peso che sentivo nel cuore.
Questo capita tutte le volte che parto per una o due notti, non ci siamo ancora riusciti ad abituare, chissà perchè…
Diciamo che a Luglio, quando sono andata in Polonia, è stata più dura e non saprei dire nemmeno perchè.
Forse perchè ero tanto distante da casa…
Magari perchè le bimbe essendo più grandi hanno espresso chiaramente il loro stato d’animo…
Forse perchè sono per noi i viaggi sono insieme e partire sola è stato quasi un “tradimento” – almeno questo è quello che Aurora ha percepito e mi ha spiegato.
Rassicurarle
Ciò che ho potuto fare io, è stato rassicurarle il più possibile: per loro era importante sapere che sarei tornata!
Allo stesso tempo ho spiegato che era una cosa a cui non potevo di certo sottrarmi: ci sono impegni che vanno rispettati perchè denota professionalità e serietà. A volte anche se una cosa non piace, va fatta comunque.
E soprattutto ho cercato di far vedere loro il lato bello, l’avventura che avrebbero vissuto insieme alla nonna e al papà.
Mi rendo conto che ci siano bambini più avvezzi allo stare distanti dai genitori, ma per noi non così.
Non so dire se sia un bene o un male, ma di certo non mi preoccupa ora come ora: quando cresceranno non avranno più bisogno di me e del loro papà com’è fisiologico che sia.
Insomma non credo che questo loro modo di essere attuale influenzerà la loro crescita ed indipendenza.
Com’è andata alla fine…
Tirando le somme del mio viaggio, posso dire che le mie bimbe mi sono mancate, nella giusta misura.
Loro hanno vissuto quei tre giorni tra la malinconia e la felicità della novità.
Quindi alla fine posso solo dire… molto meglio viaggiare tutti e quattro insieme!
E voi che mi dite? Viaggiate senza i vostri bambini? E loro, i vostri bambini, come la prendono?













