
Una passeggiata a Glorenza, cosa vedere
Cosa vedere a Glorenza, cittadina che conserva ancora oggi le sue mura medievali e porte d’ingresso.
Glorenza (Glurns in tedesco) è uno di quei borghi che sembrano usciti da un libro illustrato.
Si trova in Alto Adige, in Val Venosta, vicino al confine con la Svizzera, a circa 30 km da Merano.
Con appena 900 abitanti è la città più piccola dell’Alto Adige, ma racchiude una quantità sorprendente di storia, architettura e bellezza.
A proposito di Glorenza: un po’ di storia
Fondata in epoca medievale e dichiarata città alla fine del Tredicesimo secolo dall’imperatore Mainardo II, Glorenza ha mantenuto intatta la sua struttura originaria.
Le mura di origine medievale ancora perfettamente conservate, i portici, le case in pietra e le torri la rendono una meta ideale per una gita fuori porta o per una tappa in un viaggio tra le montagne altoatesine.
Il periodo migliore per visitarla è tra maggio e ottobre, quando il clima è mite e le giornate lunghe permettono di esplorare ogni angolo del borgo con calma.
L’autunno e la primavera, in particolare, regalano colori incredibili e l’atmosfera perfetta per una passeggiata lenta tra storia e natura.
Cosa vedere a Glorenza
Vi basteranno poche ore per visitare questo borgo tra i più belli d’Italia.
Una passeggiata senza meta precisa tra le sue mura e vicoli è tutto ciò che serve per esplorarla. Non mancate, però, una lista di cose da vedere che vi segnalo di seguito.
Le mura cittadine
Il simbolo di Glorenza sono le sue mura perfettamente conservate, uniche in tutto l’Alto Adige.
Costruite nel XVI secolo, circondano ancora oggi l’intero borgo. Percorrendole a piedi, vi sembrerà di tornare indietro nel tempo.
Lungo il percorso troverete torri, camminamenti di ronda e tre porte d’ingresso (Porta Sluderno, Porta Malles e Porta Tubre), ciascuna con la propria storia.
Le tre porte di accesso
Come abbiamo detto Glorenza è racchiusa da mura che si possono ancora attraversare tramite le sue tre porte storiche, ognuna rivolta verso una direzione strategica.
Porta Malles


Porta Malles è rivolta a nord, conduce verso Malles.
Si presente come un alto torrione sul quale si notano ancora le antiche feritoie. Purtroppo non resta nulla dell’affresco che l’ornava, ma uscendo dalla città, attraversando quindi porta Malles e voltandosi a guardarla, si può notare sul muro di cinta una targa che ricorda dove arrivò l’acqua durante l’inondazione che colpì Glorenza il 16 giugno 1855.
Varcando questa porta, si può trovare sulla destra una scalinata in legno che conduce a un breve tratto del camminamento di ronda liberamente accessibile.
Porta Sluderno – Schludernser Tor – ed il parco cittadino lungo le mura



Questo torrione si apre ad est, verso Sluderno.
È probabilmente la più imponente, con torrette e un passaggio voltato che racconta la funzione difensiva della città.
Qui si vede ancora l’antico affresco
E’ all’esterno di questa porta che si trova il parcheggio per camper ed auto a circa 400 metri.
Inoltre, sempre all’esterno della Schludernser Tor si trova il parco cittadino che costeggia le mura e diventa un bellissimo parco giochi.
Porta Tubre – Taufertor


Si raggiunge in pochi minuti a piedi da entrambe le altre porte e si trova verso sud.
È la più pittoresca, con il suo tetto spiovente in legno.
Ospita l’esposizione sulla vita e le opere dell’artista Paul Flora ed al pianterreno si trova oggi l’Ufficio del Turismo della città.
Anche qui è possibile salire liberamente e percorrere un breve tratto del camminamento di ronda.
Cosa vedere a Glorenza: il Comune
In contrasto con ciò quel che si può pensare, il municipio di Glorenza si trova all’interno di un edificio moderno che sorge vicino al Teatro all’Aperto, quindi alla Torre Sluderno.
Non quindi una tappa fondamentale, ma visto che si è di passaggio tanto vale scattarne una foto.
Chiesa di Nostra Signora – Frauenkirche

La Chiesa di Nostra Signora, conosciuta anche come Frauenkirche, è un piccolo edificio sacro dal forte valore storico. In passato era annessa al vecchio ospedale cittadino, oggi scomparso, e da quel legame ha preso il nomignolo con cui ancora oggi viene chiamata dai glorenzesi. Esternamente si presenta con una semplice facciata a capanna, raccolta e lineare, affiancata da un campanile con la caratteristica cupola a bulbo.
L’interno, accessibile da una discreta porticina in legno che si affaccia sulla strada, è sorprendentemente ricco: un bell’esempio di architettura religiosa in stile tardo gotico austriaco. Gli affreschi che decorano le pareti, insieme al pregevole altare gotico, raccontano una devozione antica e sincera.
Anche se poco valorizzata rispetto ad altri monumenti del borgo, la Frauenkirche conserva un fascino autentico, silenzioso, che merita una sosta attenta.
Cosa vedere a Glorenza: la piazza principale
La piazza centrale, chiamata proprio piazza della Città, è invece il vero cuore pulsante del borgo e rappresenta la “metà strada” tra le varie porte.
Qui si affacciano edifici cinquecenteschi che circondano una fontana instaurata nel 1873.
Si respira un’atmosfera autentica: niente frenesia, solo quiete e un senso di ordine raro.
il consiglio è di fermarvi per un caffè o un gelato e osservare la vita che scorre lenta.
La Chiesa di San Pancrazio e la sua torre

Appena fuori dalle mura, oltrepassata la Porta Tubre, immersa nel silenzio dei campi, si trova la Chiesa di San Pancrazio, un piccolo gioiello romanico risalente al XII secolo.
La sua struttura sobria in pietra locale e il campanile slanciato la rendono riconoscibile già da lontano, andando a delineare il profillo della cittadina.
L’interno è sobrio, ma carico di spiritualità: affreschi quattrocenteschi emergono ancora sulle pareti dietro l’altare, mentre più recenti sono le vetrate che raffigurano la nascita, la crocifissione e la resurrezione di Cristo.
Ma come dicevo, è il campanile a farla da padrone.
Sopra di esso troneggia una particolare cupola “a cipolla” e sulla sua pareti c’i sono c’è un antico affresco del 1496 che ritrae il Giudizio Universale.
Tutt’intorno alla chiesa si sviluppa un antico cimitero.
Cosa vedere a Glorenza: gli antichi portici

Uno degli elementi più caratteristici di Glorenza sono i portici medievali che fiancheggiano la via principale del borgo, via dei portici.
Costruiti in pietra e legno, questi portici servivano originariamente a proteggere le merci dei mercanti dal sole e dalla neve, e ancora oggi mantengono intatta la loro funzione e il loro fascino.
Camminando sotto le arcate troverete piccoli negozi, gallerie d’arte e bar.
Il ritmo lento del passeggio e l’ombra fresca dei portici offrono un rifugio piacevole in ogni stagione.
Il Mulino
Passeggiando lungo il perimetro delle mura, in direzione del fiume Adige, si incontra il vecchio mulino di Glorenza, oggi non più attivo ma ancora visibile nella sua struttura originaria.
Questo mulino ad acqua serviva la comunità locale per la macinazione del grano e rappresentava un punto fondamentale della vita quotidiana contadina. Anche se chiuso, conserva ancora l’edificio in pietra e il canale di derivazione, testimoni silenziosi di un’epoca in cui tutto era prodotto e trasformato sul posto.
Anche se non è visitabile all’interno, vale la pena fare una breve deviazione per osservarne la struttura e immaginare il lavoro che un tempo animava queste sponde tranquille.
Teatro all’aperto

Durante l’estate, Glorenza si anima di eventi culturali che sfruttano la suggestiva cornice del teatro all’aperto, allestito nei pressi delle mura, vicino alla Porta Sluderno.
In questo spazio aperto, un ampio prato, è stato allestito un palco che ha come sfondo le mura di cinta della città: davvero particolare.
Passeggiata lungo il fiume Adige
Per concludere la visita, potete fare una passeggiata lungo il tratto del fiume Adige che costeggia la città.
Il sentiero è pianeggiante, ben tenuto, e regala scorci bellissimi sul borgo incorniciato dalle montagne. Perfetto per rilassarsi dopo aver girato tra le viuzze lastricate.
Informazioni utili: parcheggi, sosta camper e tempi di visita
Glorenza si visita tranquillamente in mezza giornata (un paio d’ore, ma dipende da quanto vi soffermate nel parco fuori dalle mura).
Se pianificate di visitare i dintorni (come per esempio il Lago di Resia con il suo campanile sommerso) dovrete .
Per quanto riguarda i parcheggi, si trovano appena fuori dalle mura, e da lì si entra a piedi nel centro storico.
Anche i camper possono sostare in via Flora, 30 o appena prima davanti al campo sportivo pagando l’apposita tariffa (non ci sono servizi).
La sosta notturna è consentita, ma senza campeggiare, ed è gratuita.
Per chi preferisse avere servizi a disposizione, ad appena 1 km dalla porta d’ingresso Schludernser Tor si trova il campeggio Gloria Vallis che offre una tariffa solo notturna oppure giornaliera.
Cosa vedere nei dintorni di Glorenza
Come abbiamo detto la visita di Glorenza può essere effettuata grazie ad una passeggiata di un paio d’ore, ma vi consiglio di visitarne anche i dintorni.
Ecco, quindi, cosa potreste includere nel vostro viaggio.
Il Museo Vintschger
Per chi vuole approfondire la storia della Val Venosta, il Museo Vintschger è una tappa interessante.
Si trova poco fuori dalle mura, a Sluderno, ma è facilmente raggiungibile anche a piedi.
Racconta la cultura contadina, le tradizioni e la trasformazione del paesaggio venostano nei secoli.
L’Abbazia Benedettina di Marienberg



Il panorama dell’imponente costruzione bianca abbarbicata sulla collina accompagna lo sguardo di chi si avventura nella zona.
E questa costruzione altro non è che l’Abbazia Benedettina di Marienberg.
Si tratta di un monastero di clausura abitato da monaci benedettini.
E’ possibile raggiungere l’abbazia e visitarne la Chiesa, oltre al Museo delle Carrozze (di libero accesso).
Il Lago di Resia ed il Campanile sommerso


Non ci si può spingere fino a Glorenza e non raggiungere il famoso lago di Resia dal quale affiora il campanile dell’ormai sommersa cittadina di Curon, uno dei simboli più fotografati dell’Alto Adige.
Ma dietro quest’immagine iconica c’è una storia complessa e dolorosa.
Il paese originale si trovava nella valle, dove oggi si estende il lago artificiale. Negli anni ’50, durante la costruzione della diga per la produzione di energia idroelettrica, il vecchio abitato fu sommerso insieme a gran parte del vicino paese di Resia. Gli abitanti furono costretti a trasferirsi e ricostruire le loro case più a monte.
L’unico edificio rimasto visibile è il campanile romanico del XII secolo, che spunta solitario dall’acqua: una presenza suggestiva e silenziosa, diventata simbolo di resistenza e memoria.
Oggi Curon è una piccola località immersa nella natura, punto di partenza ideale per esplorare l’Alta Val Venosta e riflettere sul legame tra territorio, progresso e identità.
Termeavventura Naturno


Viaggiando con dei bambini, ma non per forza solo con loro, vi consiglio di far sosta, nel rientro verso Merano, alle Terme di Naturno.
Qui troverete una grande piscina coperta con acqua calda con getti, fiume lento e persino uno scivolo di 51 metri.
Per approfondire: TermeAvventura di Naturno: divertimento e un tuffo nel benessere










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