
Bambini in spiaggia: pericoli a cui non pensi
So bene che le parole mare e spiaggia dovrebbero essere associate esclusivamente a relax, ma oggi parleremo di bambini in spiaggia e più specificatamente di pericoli e soprattutto i relativi rimedi.
E’ risaputo, non è nemmeno necessario ripeterlo, il mare e la sabbia piacciono ai bambini.
E’ un dato di fatto, punto.
Mentre loro giocano, a noi il compito di difenderli.
Sì, difenderli, perchè anche la vita in spiaggia può nascondere dei pericoli.
Pericoli in spiaggia: prima di tutto il sole
L’esposizione al sole provoca una risposta difensiva da parte della cute, attivando la melanina, il pigmento responsabile dell’abbronzatura.
I bambini di età inferiore ai due anni non sono in grado di produrre adeguatamente la melanina perciò il rischio di scottature ed eritemi è più elevato.
Meglio, quindi, non esporsi al sole nelle ore più calde della giornata (dalle 10 alle 16) e ovviamente mai senza protezione solare adeguata ed un cappellino per i più piccini.
E’ bene proteggere anche gli occhi con occhiali da sole, meglio se con lenti polarizzate.
Il colpo di calore: cos’è e i rimedi
In relazione con l’esposizione al sole ed il caldo viene il colpo di calore.
A causa della difficoltà a disperdere calore mediante la sudorazione, propria di più piccoli, si può avere un improvviso innalzamento della temperatura corporea con conseguente pericolo per il bambino stesso.
I sintomi principali sono: pelle calda e arrossata in assenza di sudorazione, febbre alta (superiore ai 38,5°), spossatezza, confusione o perdita di coscienza.
In questi casi è necessario agire tempestivamente portando il bambino in un luogo fresco, sdraiarlo, offrirgli da bere e applicare impacchi di acqua fredda al capo e agli arti, nei casi più gravi meglio rivolgersi ad un medico.
Ricordatevi di bere, bere ed ancora bere…. per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione.
Preferite acqua naturale, te e succhi di frutta, meglio evitare bevande gassate o, ancora peggio, alcoliche.
…. E mangiate molta frutta e verdura fresche.
Per i bambini potete prepararne di già sbucciata e tagliata a pezzettini: un ottimo spuntino.
Bambini in spiaggia: il bagno in mare
Un capitolo a parte è quello del fatidico “bagno dopo aver mangiato”
Iniziamo dicendo che non esistono prove faccia male, o meglio, da un’analisi della letteratura scientifica, pubblicata nel settembre 2015 dalla International Life Saving Federation, emerge che non esiste una correlazione di maggiore rischio annegamento dopo un pasto.
Dati relativi a ricerche precedenti riportano un’associazione con nausea, vomito e dolore addominale, che comunque non sono una piacevole compagnia, soprattutto se parliamo di bambini piccoli.
Nonostante gli studi condotti, un dato di fatto è il rischio congestione.
Durante la digestione, nell’intestino avviene una maggiore concentrazione di sangue dovuta proprio al processo digestivo. Data questa differenza circolatoria del sangue, entrando in acqua, che sarà certamente più fredda rispetto alla temperatura corporea a causa dell’eposizione al sole, potrebbe verificarsi uno stato di malessere, nausea, vomito, fino ad arrivare alla perdita di coscienza, con conseguente possibilità di inalazione acqua.
Cosa mangiare e come comportarsi per evitare incidenti?
Fissiamo innanzitutto il concetto che ci vanno da 1 a 3 ore per digerire completamente un alimento.
Detto questo, il menù ideale per leggerezza e completezza è a base di carboidrati a rapido assorbimento come pasta all’olio o pomodoro crudo, oppure una focaccia e della frutta che in un paio d’ore hanno completato il loro processo digestivo.
I panini con prosciutto e formaggio o una bistecca sono alimenti più elaborati e ricchi di grassi pertanto necessitano fino a tre ore di digestione.
Uno spuntino ottimo e veloce per entrare in acqua è invece il gelato: solamente un’ora.
Un altro particolare da valutare è lo sbalzo termico tra l’acqua e la vostra pelle: più caldo sarà il mare, più leggero il vostro pasto, minore sarà l’attesa.
E dopo aver mangiato, bevuto e aver aspettato tre ore, è finalmente giunta l’ora del bagno!
Bambini in spiaggia: attenzione al bagno in mare

In acqua, mai lasciare un bimbo privo di sorveglianza e senza le adeguate protezioni come braccioli, salvagenti, giubbotti gonfiabili.
Anche se in spiaggia c’è un bagnino, i bambini più piccini vanno costantemente controllati e vigilati.
E questo vale anche in acque basse con fondali digradanti poiché non è possibile sapere se la corrente marina cambierà spingendo al largo i piccoli.
Un qualcosa in più
Altri pericoli che purtroppo si possono incontrare in spiaggia sono le punture di meduse, tracine o persino ricci di mare.
Per sapere come comportarsi: Puntura di medusa, tracina o ricci di mare: come comportarsi
E dopo questa lista di pericoli a volte sottovalutati, vi auguro una piacevole e “sicura” vacanza in spiaggia con i vostri bambini.













