
Non ho sempre viaggiato con Aurora
Oggi sono in vena di riflessioni e confessioni.
Non parlo di segreti mai rivelati o risposte a domande che svelano il mistero della vita, bensì di semplici questioni da neomamma quale sono stata.
Scrivo su questo blog da qualche tempo ormai. Durante questo periodo ho raccontato i nostri viaggi, ma non solo, anche una parte di me, di noi, della nostra famiglia…insomma vi ho resi partecipi di ciò che contraddistingue le nostre giornata, i nostri viaggi, come se fossimo una grande famiglia allargata.
Tutti seduti attorno ad un tavolo all’ora di cena, pronti per raccontare la giornata appena trascorsa.
Vi ho detto che per me è un po’ così – ve l’ho detto qui: Perchè ho iniziato a viaggiare con le mie bambine
Ciò che non vi ho mai raccontato è il fatto che questi viaggi non ci sono sempre stati.
Non ancora genitori, io e papàinviaggio siamo sempre andati all’avventura, ma una volta arrivata la nostra grande bimbainviaggio le cose sono cambiate.
Eh già, avete capito bene:
quando Aurora è nata, io e papàinviaggio ci siamo fermati, abbiamo smesso di viaggiare.
Perchè?
Perchè viaggiare con un bambino piccolo, specie se è il primogenito, non è cosa facile.
In qualità di neogenitori avevamo necessità di adattarci alla nuova situazione famigliare, trovare un nuovo equilibrio nelle dinamiche in casa.
Una vacanza era davvero troppo impegnativa, avrebbe aggiunto altre difficoltà a quelle già esistenti.
Troppe le preoccupazioni che si sarebbero sommate:
Avrà caldo?
Avrà freddo?
Come ci organizziamo per il pisolino?
E se poi non vole proprio dormire?
Per farla mangiare?
Quanta roba mi devo portare dietro?
Il tutto si può riassumere semplicemente con una parola: paura
Paura di sbagliare.
Sono certa che anche voi riusciate a capire perfettamente questo stato d’animo. Questo perenne senso di inadeguatezza di fronte ad una bambino così piccolo ma così bisognoso.
Ed il non riuscire a soddisfare quella necessità porta ansia.
Figuriamoci se uno ha voglia di aggravare l’inquietudine di quei periodi pensando di organizzare un viaggio con un bambino piccolo sia esso in Italia o ancor peggio all’estero!
A mio avviso, le cose si complicano ancor più se stiamo parlando di un bambino che piange spesso.
Aurora è sempre stata una bimba molto calma e tranquilla – e non lo dico per vantarmi di avere una figlia modello perchè Vanessa è esattamente l’opposto!
E’ stata una gran fortuna per noi che lei sia stata la nostra prima bambina.
Questo fino al mese e mezzo di vita…
Poi ha iniziato a non voler mangiare, rigurgitare in continuazione e piangere, piangere, piangere.
Abbiamo scoperto, dopo una settimana di ricovero ospedaliero, che soffriva di reflusso, una patologia del tratto gastrointestinale alquanto fastidiosa.
In seguito al ricovero siamo riusciti ad arginare il suo problema di salute anche se non a risolverlo definitivamente, cosa che è avvenuta solo con la crescita (salvo poi divenire intollerante al glutine, ma questa è un’altra storia).
Durante la degenza, Aurora ha però subito uno shock… e da allora le notti, che lei aveva sempre trascorso con al massimo un risveglio, si sono trasformate in un inferno, con sveglia ogni quaranta minuti.
Ovviamente questo suo piangere continuo per il fastidio del reflusso, aggravato dal non dormire la notte si sono trasformati nel mio incubo.
E quel senso di inadeguatezza di neomamma è divenuto per me una malattia.
Solo dopo alcuni mesi, verso gli 8 di età di Aurora, le cose hanno preso una nuova direzione: il suo pancino stava meglio e lei iniziava di nuovo ad essere più serena e dormire di notte.
Abbiamo così deciso di affrontare un viaggio
Non che ritenessimo la situazione stabile, anzi, le mie paure si erano esponenzialmente ampliate e avevo il terrore che anche solo una piccolissima variazione della sua routine potesse compromettere quel sottilissimo nuovo equilibrio non ancora del tutto raggiunto.
Ma quello è stato l’ ultimo viaggio insieme al mio papà.
Ecco qual è stata per noi la chiave che ci ha fatto dire: i ritmi nanna-pappa-gioco, lo svezzamento appena iniziato, l’ambiente differente, il viaggio, non sono poi problemi così insormontabili.
E così, ci siamo organizzati e siamo partiti: un viaggio di ben 25oo km in soli 4 giorni.
Per affrontare tutto ciò, abbiamo optato per l’affitto di un camper, che si è rivelato essere un’ottima scelta per le sue esigenze.
Da allora di viaggi ne sono seguiti molti altri, e quando è nata Vanessa non ci siamo fermati.
Anche se Vanessina, beh, è tutto fuorché calma e tranquilla. Lei è una di quelle bambine testarde e cocciute, che piangono spesso per un nonnulla e se non fa o ottiene ciò che vuole.
-Che sia chiaro, non è maleducata e tanto meno cattiva, anzi è più affettuosa di Aurora, ma ha questo carattere forte che spero smusserà negli anni.-
Insomma, abbiamo scoperto che a volte è più difficile gestire un’uscita fuori orario, per esempio la sera con gli amici, che non organizzare una vacanza con bambini piccoli seguendo i loro ritmi.
Complici le vicende della vita, ho capito che viaggiare con bambini piccoli é questione di :
- Organizzazione
- Riflettere sulle loro esigenze ed assecondarle
- Rilassarsi e star tranquilli: i bambini sono empatici e se noi genitori siamo agitati o ansiosi nostro figlio rifletterà il nostro stato d’animo
Il mio motto ora è: ci sono cose peggiori dell’organizzare un viaggio con un neonato!
Perciò buona vacanza a tutti, specialmente a voi, neogenitori.
Se questo articolo vi è piaciuto, lo trovate utile per una mamma alle prime armi, non dimenticate di condividerlo con lei, potrebbe aiutarla a sentirsi meno inadeguata!













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