
Visitare il Tempio del Lama di Pechino: un’oasi di pace nel cuore della città
Tra i luoghi più affascinanti della capitale cinese, il Tempio del Lama rappresenta una tappa che merita di essere inserita in qualsiasi itinerario alla scoperta di Pechino.
Conosciuto anche come Yonghegong, è il più importante monastero buddhista tibetano della città e uno dei meglio conservati di tutta la Cina.
Il complesso è un luogo di culto molto frequentato, dove i fedeli si ritrovano quotidianamente per pregare, rendendo la visita ancora più autentica.
Qui si respira un’atmosfera completamente diversa rispetto al traffico e ai grattacieli della metropoli.
I suoi cortili, i padiglioni decorati e il profumo dell’incenso rendono questo posto quasi mistico; una realtà parallela rilassante in mezzo al coas metropolitano.
Noi lo abbiamo visitato durante il nostro soggiorno a Pechino e ci ha colpiti soprattutto il forte contrasto tra il silenzio del tempio e la frenesia della città che lo circonda. Bastano pochi passi oltre il portale d’ingresso per ritrovarsi immersi in un ambiente ricco di spiritualità.
A proposito del Tempio del Lama

La storia del Tempio del Lama ha origine alla fine del XVII secolo.
L’edificio venne costruito nel 1694 come residenza del principe Yinzhen, che nel 1722 sarebbe diventato l’imperatore Yongzheng della dinastia Qing. Quando salì al trono, il complesso fu trasformato in residenza imperiale, mantenendo il nome Yonghegong, che significa “Palazzo dell’Armonia e della Pace”.
Nel 1744 l’imperatore Qianlong decise di convertirlo in un monastero del buddhismo tibetano, destinandolo ai monaci lama provenienti principalmente dal Tibet e dalla Mongolia. Da allora il tempio è diventato uno dei più importanti centri religiosi del buddhismo lamaista in Cina.
Una particolarità che lo distingue da molti altri edifici religiosi di Pechino è l’architettura, che fonde armoniosamente elementi tipici della tradizione cinese con influenze tibetane e mongole. I tetti ricoperti di tegole gialle, un tempo riservate agli edifici imperiali, testimoniano il suo prestigioso passato.
Durante la Rivoluzione Culturale, quando numerosi siti religiosi subirono gravi danni, il Tempio del Lama fu risparmiato grazie all’intervento dell’allora primo ministro Zhou Enlai. Proprio per questo motivo oggi è uno dei complessi religiosi storici meglio conservati della capitale.
Cosa vedere durante la visita


La visita si sviluppa lungo un percorso lineare che attraversa cinque grandi padiglioni collegati tra loro da eleganti cortili.
Già all’ingresso si viene accolti da grandi bracieri nei quali fedeli e pellegrini accendono bastoncini d’incenso, creando un’atmosfera suggestiva. Lungo il percorso si incontrano numerose statue del Buddha, preziose decorazioni lignee, soffitti dipinti e splendide ruote di preghiera.
Ogni sala custodisce immagini sacre differenti e rappresenta un momento del percorso spirituale buddhista. Vale la pena fermarsi ad osservare i numerosi dettagli architettonici, dalle travi dipinte alle decorazioni dorate, che raccontano l’incontro tra culture diverse.
Il punto culminante della visita è senza dubbio il Padiglione della Ruota della Legge (Falun Dian), seguito dal maestoso Padiglione delle Diecimila Felicità (Wanfu Ge), dove si trova il vero capolavoro del tempio.
Qui è custodita una gigantesca statua di Maitreya, il Buddha del Futuro, alta circa 26 metri, ricavata da un unico tronco di sandalo bianco proveniente dal Tibet. La parte visibile misura circa 18 metri, mentre altri 8 metri sono interrati per sostenerne il peso.
Quest’opera è entrata nel Guinness dei Primati proprio per essere stata scolpita in un unico tronco d’albero, rendendola una delle attrazioni più straordinarie di tutta Pechino.
Curiosità sul Tempio del Lama


Il Buddha scolpito in un unico tronco
La celebre statua di Maitreya custodita nel Padiglione delle Diecimila Felicità è ricavata da un unico tronco di sandalo bianco proveniente dal Tibet. Alta complessivamente circa 26 metri, è entrata nel Guinness dei Primati proprio per le sue dimensioni eccezionali e per essere stata scolpita da un unico albero.
L’incenso viene spesso offerto gratuitamente
All’ingresso del tempio vengono distribuiti bastoncini d’incenso ai visitatori. In passato era comune acquistarne grandi quantità, ma oggi il numero è limitato anche per ridurre l’inquinamento atmosferico e preservare il sito storico.
I tetti gialli erano riservati all’imperatore
Le caratteristiche tegole gialle che ricoprono gli edifici non sono una semplice scelta estetica. Nella Cina imperiale questo colore era riservato esclusivamente agli edifici legati alla famiglia imperiale, a testimonianza del passato del tempio come residenza di un futuro imperatore.
Sopravvisse alla Rivoluzione Culturale
Tra il 1966 e il 1976 moltissimi templi e monumenti religiosi della Cina subirono devastazioni. Il Tempio del Lama fu uno dei pochi a salvarsi quasi integralmente grazie all’intervento del primo ministro Zhou Enlai, motivo per cui oggi è uno dei complessi religiosi storici meglio conservati di Pechino.
È ancora un monastero attivo
A differenza di molti monumenti storici trasformati esclusivamente in attrazioni turistiche, il Tempio del Lama continua a essere un importante luogo di culto del buddhismo tibetano. Durante la visita è normale incontrare monaci, fedeli intenti a pregare e persone che compiono rituali tradizionali.
Un’oasi di pace nel cuore di Pechino
Nonostante si trovi lungo una delle arterie più trafficate della capitale, appena varcato il portale d’ingresso il rumore della città sembra scomparire. I grandi cipressi secolari, i cortili e il profumo dell’incenso contribuiscono a creare un’atmosfera sorprendentemente tranquilla, tanto che molti visitatori lo considerano uno dei luoghi più rilassanti di tutta Pechino.
Quanto dura la visita
Per visitare il Tempio del Lama è consigliabile dedicare almeno un’ora e mezza, anche se chi desidera soffermarsi ad osservare le decorazioni, assistere ai momenti di preghiera o semplicemente vivere con calma l’atmosfera del luogo può tranquillamente impiegare due ore.
Il complesso non è particolarmente esteso e il percorso risulta semplice da seguire, ma vale la pena prendersi il tempo necessario per apprezzarne i numerosi dettagli.
Biglietti e orari

Il Tempio del Lama è aperto tutti i giorni dell’anno.
Generalmente gli orari di apertura sono dalle 9:00 alle 17:00, con ultimo ingresso nel pomeriggio. È comunque consigliabile verificare eventuali variazioni stagionali prima della visita.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di circa 25 yuan per gli adulti, mentre sono previste riduzioni per alcune categorie di visitatori, come per esempio bambini e ragazzi (ma solo acquistando direttamente in biglietteria dove sapranno indicarvi il giusto biglietto da acquistare).
I biglietti possono essere acquistati direttamente all’ingresso oppure prenotati online attraverso le principali piattaforme di viaggio cinesi. Durante i periodi di maggiore affluenza, come festività nazionali e weekend, la prenotazione anticipata è consigliata.
Come arrivare
Il Tempio del Lama si trova nel distretto di Dongcheng, una delle zone più centrali di Pechino.
Il modo più semplice per raggiungerlo è utilizzare la metropolitana, scendendo alla stazione Yonghegong Lama Temple, servita dalle linee 2 e 5. L’uscita della metropolitana si trova a pochi minuti a piedi dall’ingresso del complesso.
Anche diversi autobus urbani fermano nelle immediate vicinanze, ma la metropolitana resta senza dubbio la soluzione più comoda e veloce.
Accessibilità
Il Tempio del Lama è parzialmente accessibile alle persone con mobilità ridotta.
Una buona parte del percorso si sviluppa infatti in piano e permette di attraversare i principali cortili senza particolari difficoltà. Tuttavia, per accedere ai vari padiglioni religiosi è spesso necessario superare alcuni gradini, che rappresentano il principale ostacolo per chi utilizza una carrozzina.
Durante la nostra visita abbiamo potuto percorrere gran parte dell’area esterna e ammirare molti edifici anche dall’esterno, ma non è stato possibile entrare in tutte le sale. Nonostante questi limiti, riteniamo comunque che la visita valga la pena, perché il fascino del complesso si percepisce già passeggiando tra i cortili e osservando le architetture, le decorazioni e i rituali dei fedeli.
Consigli per la visita
Essendo un luogo di culto attivo, è importante mantenere un comportamento rispettoso, parlare a bassa voce ed evitare di ostacolare chi si trova nel tempio per pregare.
Vi consigliamo inoltre di prendervi qualche minuto per osservare i fedeli mentre offrono l’incenso: è uno degli aspetti che più ci ha colpito e che permette di cogliere la vera anima del luogo, ben oltre il suo valore storico e artistico.









