Aiuto, ho perso la mia bambina Da non perdere / In viaggio con bambini: consigli ed esperienze

Si chiama Vanessa, ma se glielo chiederete vi risponderà semplicemente “tata”.

E’ ancora piccina ed il suo nome non riesce a pronunciarlo.

Ha una maglietta rosa con i cuoricini ed un paio di pantaloncini grigi con tanti Bamby disegnati.

Noi eravamo lì, lì a due passi da lei, in questa mite giornata di maggio che abbiamo deciso di trascorrere al parco.
Lo sapete quanto ci piacciono i parchi, quanto ci divertiamo a scoprirne di nuovi…

E’ stato un attimo, davvero un attimo… quell’attimo in cui mi sono voltata verso Aurora che mi ha chiesto un fazzoletto. Ho lasciato la sua manina per frugare nella borsa, ma quando ho riallungato la mano, la sua piccolina non era più lì a ricambiare la stretta.

Un attimo.

Si deve essere allontanata attratta da qualcosa, penso.

Aguzzo lo sguardo, sarà vicina…Invece non riesco a scorgere la sua maglietta rosa tra la folla.

Tanta, tantissima gente. Troppa confusione… a me non è mai piaciuta la confusione e la folla. Non ti permettono di goderti a pieno la giornata, non ti permettono di prenderti i tuoi spazi, non ti permettono di abbassare la guardia nemmeno per dare un fazzoletto a tua figlia…

Comincio a chiamare il suo nome, a voltarmi a destra e a sinistra sperando di scorgerla.

Niente

Adesso corro e grido forte sperando di trovarla.
Penso al peggio… ad un certo punto, prima o dopo, quando il panico ti assale, si pensa sempre al peggio.

No, non posso, non ancora!
Ricaccio indietro le lacrime e continuo a cercare, la speranza è l’ultima a morire, così dicono e così dev’essere.

Niente

Non ho idea di quanto tempo sia trascorso, né di quante volte abbia ripetuto il suo nome o a quante persone abbia fermato chiedendo se avessero visto una bimba di 90cm con una maglietta rosa a cuoricini.

Mi fermo un attimo, mi siedo, cerco di ragionare, cerco di respirare.

Me la immagino tutta sola. Sarà spaventata? Starà piangendo? Si starà domandando dov’è la sua mamma? Perchè l’ho lasciata sola…

Piango

Si chiama Vanessa ed ha una maglietta rosa a cuoricini ed un paio di pantaloncini grigi con tanti bamby disegnati.
E’ la mia bambina e spero che qualcuno possa stringere la sua manina per riportarla da me.

Credo di aver attirato a sufficienza la vostra attenzione.

Questo non è che un racconto frutto della mia immaginazione di mamma apprensiva.
Un flash, un incubo che mi ha regalato la mia fantasia.

Però so che sarebbe potuto essere vero.
So che potrei distrarmi un attimo in un parco qualsiasi e Vanessa si potrebbe allontanare fino a perdersi nella folla.
So che potrebbe succedere pure ad Aurora e che, anche lei in una situazione di panico, non sarebbe in grado di ricordare e dare informazioni e dettagli.
So che farei di tutto per ritrovarle e mi spaventerei a morte.
So che temerei il peggio.

Ma so anche che per questo non sarei una mamma meno brava, meno attenta, meno amorevole, meno mamma, ma semplicemente una persona umana.
Perchè quell’attimo non è non volerle bene, non avere cura di loro, è semplicemente la vita.

Quello che però non so, è come avrei potuto fare per ritrovarla o fare in modo che chi l’avesse trovata mi avrebbe potuta contattare e mettere fine alle mie pene.

Ci ho pensato, ci ho pensato a lungo, e la soluzione che ho trovato è questa:

Una semplice maglietta che, grazie ad intuitivi disegni e scritte, aiuti la mia bimba a ritrovare la strada di casa con la collaborazione di chiunque la trovi.
La manica nasconde il mio numero di telefono ed il suo nome.

Così il mio brutto sogno rimarrà solo un sogno, o quanto meno la fine della mia storia sarà:

Piango
… E mentre le lacrime rigano il mio viso, sento il cellulare suonare.
“Qui con me c’è una bimba di nome Vanessa. Se tra due minuti ci incontriamo all’incrocio, potrà stringere di nuovo la sua manina…

Chiunque, come me, volesse mettere al sicuro i propri bambini e far loro indossare la maglietta “Pollicina”, può leggere ulteriori dettagli relativi alla maglietta e completare la richiesta d’ordine.

Per far sì che anche altri bambini smarriti possano venire facilmente ritrovati, condividete! 

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Silvia, classe 1985, mamma di una patatona, un angelo e una bimba-arcobaleno, nonché moglie, viaggiatrice, scrittrice e fotografa (improvvisata). Agente di viaggio e social media writer un tempo, travel blogger oggi.

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